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Ipertiroidismo o allergia al nichel?

Diversi anni prima che mi venisse diagnosticato l’ ipertiroidismo , ricordo che soffrivo saltuariamente di uno strano problema alla pelle: piccole bollicine sottocutanee pruriginose che tempo qualche giorno si seccavano e guarivano da sole. Il problema si presentava soprattutto in primavera/estate e credevo si trattasse di gocce di sudore che restavano intrappolate sottopelle. Le bollicine spuntavano soprattutto sulle mani e sui polsi, e pensai che la causa fosse da imputarsi alle diverse ore che passavo al computer per studio e lavoro. Feci presente la cosa al mio dermatologo, in un momento in cui il problema non era nella sua fase acuta, spiegando dettagliatamente il problema. Quello che gli stavo descrivendo era un eritema da nichel , che però lui non riconobbe e mi diede solo dei prodotti per igienizzare le mani. Parecchio tempo dopo, ben oltre la diagnosi di ipertiroidismo, mi appassionai alla panificazione casalinga con farine speciali e iniziai di nuovo a soffrire in modo molto

Basedow, si guarisce?

L’anno prossimo saranno passati 10 anni dal giorno che mi è stato diagnosticato l’ ipertiroidismo da morbo di Basedow . Una lunga decade di terapie , esperimenti e riflessioni . Ho pubblicato per la prima volta questo articolo nel 2017, quando credevo di aver trovato la soluzione ai miei problemi tramite un mix di integratori. Da allora, ho avuto due recidive e due remissioni. Oggi sono due anni di remissione, la più lunga, ed è per questo che ho deciso di riprendere in mano questo articolo per l’ennesima volta e aggiornarlo con le mie più recenti riflessioni e scoperte. Come sappiamo, il morbo di Basedow (così come la tiroidite di Hashimoto) è una malattia di natura autoimmune , originata cioè dal sistema immunitario che apparentemente impazzisce  e se la prende con la tiroide , attaccandola con auto-anticorpi . Uno scenario che la scienza e la medicina occidentale non hanno ancora compreso del tutto, e che di conseguenza decreta la non guaribilità della malattia. Logicamente, non

Perché la tiroide si ammala?

Quando mi è stato diagnosticato il morbo di Basedow nel 2013, non avevo assolutamente idea del perché mi fossi ammalata. A dirla tutta, inizialmente, nemmeno mi ero posta il problema, perché pensavo che fosse come una normale influenza che sarebbe guarita con la terapia. Le settimane di cura farmacologica intensiva diventarono mesi e non ci misi troppo a diventare seriamente ipotiroidea, una condizione che secondo il medico andava sopportata, ma che mi faceva stare malissimo. Decisi di sentire altri pareri e aggiustai il dosaggio più volte. Cercai anche di capire meglio la malattia senza però ricevere risposte convincenti, al di là di “è un problema genetico” e “sei solo stressata”. Ovviamente compresi che il vero significato di quelle parole era “non sappiamo cosa dirle”. Mi fu anche proposto di operarmi immediatamente perché non tolleravo bene i farmaci. Visto che non mi entusiasmava l’idea di finire sotto i ferri e diventare schiava degli ormoni sostitutivi a nemmeno trent’anni, ini

Vampate di calore

Caldo, afa, estate. L’incubo ricomincia. Le vampate di calore sono uno dei tanti sintomi dell’ipertiroidismo, che rende chi ne soffre particolarmente intollerante al caldo. Si tratta di una fastidiosa sensazione di calore che pervade il viso e la parte superiore del corpo e che può provocare rossore, sudorazione e, di conseguenza, imbarazzo nelle situazioni sociali. Personalmente ne ho sofferto molto, in particolare nel periodo universitario quando facevo la pendolare e percorrevo circa 2 km di strada a piedi dalla fermata dell’autobus alla sede dell’università, spesso di fretta per non arrivare in ritardo. Anche in pieno inverno, con la giacca a vento, era come essere in una sauna con 50 gradi. Arrivavo in sede come se avessi appena percorso la maratona di Atene, e ovviamente dovevo fare tappa obbligata in bagno per rendermi presentabile. Erano altri tempi, non sapevo di essere ipertiroidea, e credevo fosse normale che una ragazza di 20 anni avesse un problema simile, attribuendolo a

Fare sport con l’ipertiroidismo

Quando mi è stato diagnosticato l’ipertiroidismo , una delle cose che mi interessavano di più era capire se tiroide e sport fossero compatibili. Avrei potuto, dopo la terapia, continuare a fare attività fisica? All’epoca praticavo pole dance acrobatica già da alcuni anni e con grandissimo entusiasmo, nonostante le difficoltà imposte dal morbo, di cui non ero ancora consapevole e che credevo essere normali, talmente ero abituata ai sintomi. Già da ragazzina, infatti, avevo poca resistenza, mi veniva subito il fiatone, sudavo tantissimo e detestavo tutti gli sport. Le ore di educazione fisica erano per me un incubo, non solo per la fatica, ma per i commenti che ricevevo per non riuscire a stare dietro ai miei compagni. E logicamente, secondo i professori, ero pigra e non mi impegnavo abbastanza. Anche dopo, a scuola finita, sforzarmi un po’ più del solito mi provocava gli stessi fastidi. La notte pagavo gli sforzi fatti con fastidiosissimi crampi alle gambe. Ero così debole che a volte

La tiroide (spiegata da me)

Quando ho ricevuto la diagnosi di ipertiroidismo, non avevo idea di cosa fosse e a cosa servisse la tiroide . Inizialmente, credevo che non avrei mai avuto bisogno di saperlo, e che bastasse prendere dei farmaci senza dovermene preoccupare. Come posso capire qualcosa di medicina e anatomia, avendo fatto studi completamente diversi? Tanto vale fidarsi degli addetti ai lavori e basta, no? Poi, quando il corpo (nonostante la terapia) ha iniziato a mandarmi segnali di disagio a cui non sembrava esserci una risposta chiara, ho capito che era il caso di approfondire. La prima cosa da fare era ovviamente conoscere la tiroide, la mia presunta nemica, che aveva deciso di “svalvolare” complicandomi la vita. Non potevo ovviamente mettermi a leggere incomprensibili testi pieni di sigle, numeri e paroloni, di cui non avrei capito niente. Questo genere di informazioni si può sempre trovare su qualsiasi risorsa medica o scientifica. Nel mio caso avevo bisogno di qualcuno che sapesse spiegare bene e i