Thyroid Life
15 Marzo 2022

Ipertiroidismo o allergia al nichel?

Pubblicato il 15 Marzo 2022  •  5 minuti  • 1030 parole

Diversi anni prima che mi venisse diagnosticato l’ipertiroidismo, ricordo che soffrivo saltuariamente di uno strano problema alla pelle: piccole bollicine sottocutanee pruriginose che tempo qualche giorno si seccavano e guarivano da sole.

Il problema si presentava soprattutto in primavera/estate e credevo si trattasse di gocce di sudore che restavano intrappolate sottopelle. Le bollicine spuntavano soprattutto sulle mani e sui polsi, e pensai che la causa fosse da imputarsi alle diverse ore che passavo al computer per studio e lavoro.

Feci presente la cosa al mio dermatologo, in un momento in cui il problema non era nella sua fase acuta, spiegando dettagliatamente il problema. Quello che gli stavo descrivendo era un eczema disidrosico da nichel, che però lui non riconobbe e mi diede solo dei prodotti per igienizzare le mani.

Parecchio tempo dopo, ben oltre la diagnosi di ipertiroidismo, mi appassionai alla panificazione casalinga con farine speciali e iniziai di nuovo a soffrire in modo molto evidente di bollicine sulle mani, che diventavano rossissime e perdevano un liquido giallognolo prima di seccarsi. 

Poiché il problema si presentava solo nei punti che venivano a contatto con la pelle durante la lavorazione della farina, non ci misi troppo a collegare le due cose e andai a cercare i sintomi su Internet.

Solo in quel momento capii che ciò di cui soffrivo aveva un nome e una causa: eczema disidrosico, un sintomo di intolleranza al nichel. Nel vedere le foto di repertorio riconobbi immediatamente quelle strane bollicine. Altro che gocce di sudore!

Poco prima avevo eseguito il test delle intolleranze alimentari, e da altre ricerche era emerso che diversi degli alimenti per me problematici erano proprio quelli ad alto contenuto di nichel. La farina di grano saraceno (ricchissima di nichel) che lavoravo a mani nude per produrre un pane senza glutine in realtà mi faceva più male del glutine stesso. 

Ma che cos’è il nichel?
Il nichel (o nickel) è un metallo naturalmente presente nell’ambiente. È molto usato nella produzione di bigiotteria ma lo si trova anche negli alimenti in percentuali variabili; i più ricchi sono i pomodori, il cioccolato, i cereali integrali e la frutta secca

L’intolleranza al nichel, detta professionalmente sindrome sistemica da allergia al nichel (SNAS) è un problema piuttosto diffuso che colpisce circa il 10% della popolazione e provoca, oltre a problemi cutanei, anche difficoltà digestive ed emicranie improvvise. L’organismo infatti riconosce il metallo come un elemento estraneo e come tale viene attaccato tramite una reazione infiammatoria caratterizzata dal forte rilascio di istamina da parte dei mastociti. Nei soggetti che soffrono contemporaneamente di intolleranza all’istamina, i sintomi possono essere ancora più accentuati.

Bingo! Stai a vedere che probabilmente il mio problema di ipertiroidismo e i relativi sintomi non erano altro che un’intossicazione da nichel…

Nei libri che avevo letto fino ad allora si parlava di metalli pesanti come mercurio e alluminio quali fattori predisponenti nei disturbi della tiroide, quindi ero già consapevole del rischio e avevo ridotto al minimo l’esposizione. Il nichel però non era mai stato citato, quindi ero totalmente ignara del problema. Inoltre, non avevo mai avuto reazioni allergiche immediate pur indossando ogni tanto gioielli e usando attrezzi sportivi di metallo, quindi non ho mai collegato i puntini.

Per l’ennesima volta posso affermare di essere un caso atipico, dal momento che il nichel per me sembra essere un problema solo se ingerito.

Cercando un po’ sul web ho trovato uno studio nel quale è stata evidenziata una ipersensibilità differita dei linfociti dopo l’esposizione in vitro a metalli inorganici come nichel e mercurio, soprattutto nelle donne. La reazione è relativamente comune, ma è molto più diffusa nei pazienti con malattia autoimmune rispetto ai gruppi di controllo. 

Un’altra ricerca ha confermato la correlazione spiegando quello che succede a livello biochimico. Nei pazienti con malattia autoimmune tiroidea ed eritema da nichel, l’esposizione ai metalli pesanti crea gruppi sulfidrilici che stimolano l’immunità legandosi alle cellule del tessuto tiroideo e renale

La correlazione tra nichel e autoimmunità è quindi scientificamente confermata.
Ma cosa fare quindi, se si sospetta un’intolleranza al nichel? E cosa si può fare per gestirla?

Personalmente non ho mai eseguito test per diagnosticare l’intolleranza al nichel, ma ci sono arrivata, come spiegato nell’articolo, per vie traverse. Il miglior consiglio prima di prendere qualsiasi decisione è di eseguire il test per frugare qualsiasi dubbio, soprattutto in presenza di sintomi evidenti come eritemi, disturbi digestivi ed emicranie.

Bisogna però specificare che l’intolleranza al nichel si presenta a livello sintomatico quando c’è già una intossicazione in atto, cioè un accumulo di metalli pesanti nell’organismo, e un disequilibrio di antiossidanti, in particolare del glutatione, che è il più potente chelatore di metalli pesanti.

L’allergia al nichel è quindi una allergia da accumulo, per la quale non esiste una cura ma che può essere gestita alternando periodi di disintossicazione (eliminando totalmente il nichel) e reintroduzione controllata degli alimenti problematici. Va prestata attenzione anche nell’utilizzo di gioielli, attrezzi e prodotti chimici che potrebbero contenerlo, prediligendo le alternative nickel-free.

La disintossicazione serve per fermare il processo infiammatorio e dare sollievo all’organismo, permettendogli di riattivare il sistema del glutatione endogeno nel fegato, eventualmente anche tramite l’integrazione di acetilcisteina.
In questa fase si può fare uso di prodotti chelanti come la zeolite, che personalmente ho provato seguendo tutte le dovute accortezze ma stando molto male dopo poco tempo. Ho poi scoperto che il suo uso è controverso, dal momento che chela anche i metalli buoni come il magnesio. 

Sono utili anche il ribes nigrum, l’olio di perilla, il magnesio e gli acidi grassi omega-3.
In tutte le fasi del processo sarà necessario il supporto di un nutrizionista ed eventualmente altri specialisti in medicina naturale. Esistono anche dei farmaci cortisonici e antistaminici in grado di mitigare i sintomi, ma il loro uso andrebbe limitato a circostanze di particolare gravità.

In sintesi, l’intolleranza al nichel è un disturbo che colpisce circa un decimo della popolazione e contribuisce a scatenare le patologie autoimmuni, incluso l’ipertiroidismo di Basedow. La correlazione è confermata da ricerche scientifiche. Non essendoci una cura, l’unica soluzione è limitare il più possibile l’esposizione al nichel, curando l’alimentazione e lo stile di vita.

Per approfondire il discorso consiglio di consultare i siti Vita Senza Nichel e AllergiaNichel.com.

Image by Freepik

Promo

Scopri i miei progetti professionali di sviluppo web su: