Thyroid Life
15 Settembre 2020

Fare sport con l’ipertiroidismo

Pubblicato il 15 Settembre 2020  •  3 minuti  • 554 parole

Quando mi è stato diagnosticato l’ipertiroidismo, una delle cose che mi interessavano di più era capire se tiroide e sport fossero compatibili. Avrei potuto, dopo la terapia, continuare a fare attività fisica?

All’epoca praticavo pole dance acrobatica già da alcuni anni e con grandissimo entusiasmo, nonostante le difficoltà imposte dal morbo, di cui non ero ancora consapevole e che credevo essere normali, talmente ero abituata ai sintomi.

Già da ragazzina, infatti, avevo poca resistenza, mi veniva subito il fiatone, sudavo tantissimo e detestavo tutti gli sport. Le ore di educazione fisica erano per me un incubo, non solo per la fatica, ma per i commenti che ricevevo per non riuscire a stare dietro ai miei compagni. E logicamente, secondo i professori, ero “pigra e non mi impegnavo abbastanza.”

Anche dopo, a scuola finita, sforzarmi un po’ più del solito mi provocava gli stessi fastidi. La notte pagavo gli sforzi fatti con fastidiosissimi crampi alle gambe. Ero così debole che a volte non riuscivo nemmeno ad alzarmi in piedi senza sentire delle fitte fastidiose ai quadricipiti.

Praticamente un rottame, a nemmeno 25 anni.

Poi ho scoperto la pole dance e me ne sono innamorata. All’epoca era uno sport totalmente nuovo in Italia, con pochissime scuole e tutte lontane. Così iniziai il mio percorso a casa, da autodidatta, grazie ai videocorsi. Allenarmi a casa mi dava anche sicurezza, visto che potevo regolarmi facilmente senza essere giudicata, e avevo molta autodisciplina.

L’esperienza mi è stata utile da un lato, rendendomi più forte, ma dall’altro le tante ore di allenamento (mi allenavo quasi tutti i giorni perché mi divertivo molto) hanno messo in ulteriore difficoltà il mio corpo già debilitato.

L’ipertiroidismo è proprio strano: da un lato l’eccesso di ormoni aumenta l’energia e quindi la performance fisica, dall’altro distrugge progressivamente il corpo.

Quando il mio medico mi ha imposto di smettere per potermi curare, ho preso malissimo la notizia ma ho seguito le sue direttive.

Effettivamente, dopo aver saputo di avere il Basedow, ho iniziato a prestare maggiore attenzione ai miei battiti cardiaci. Quasi 120 battiti al minuto dopo due di rampe di scale non erano sicuramente una cosa da trascurare. E se salivano così tanto con uno sforzo tanto blando, figuriamoci quanto sarebbero potuti salire durante l’allenamento!

Mi spaventai parecchio, pensando a quanto avevo stressato il mio corpo fino a quel giorno senza neanche accorgermi, rischiando conseguenze molto serie. Fortunatamente, un ECG fatto poco dopo escluse qualsiasi tipo di problema congenito al cuore.

Negli anni, ho ripreso e interrotto la pole dance più volte a seconda di come stavo. Esercitarmi da ipertiroidea e/o sotto farmaci mi ha sempre causato problemi come tendiniti, dolori muscolari e compressioni nervose (durate quasi un anno). L’ansia di peggiorare la situazione mi accompagna ancora adesso che sono eutiroidea, anche perché a volte i dolori tornano senza una ragione apparente. 

Nell’attesa di sentirmi pronta a riprendere dopo l’ennesima pausa, mi alleno soltanto a corpo libero per 30/60 minuti ogni due giorni circa.

In primavera, durante la quarantena, ho scoperto e seguito su YouTube il programma di allenamento di L’Altra Riabilitazione, che consiglio, in quanto adatto anche a persone con disturbi metabolici.

Naturalmente, ho anche fatto una ricerca estensiva sul ruolo della tiroide nell’attività sportiva e ho scritto un articolo per la sezione appunti, che ti invito a leggere.

Image by katemangostar on Freepik

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