Thyroid Life
20 Febbraio 2022

Basedow, si guarisce?

Pubblicato il 20 Febbraio 2022  •  6 minuti  • 1196 parole

L’anno prossimo saranno passati 10 anni dal giorno che mi è stato diagnosticato l’ipertiroidismo da morbo di Basedow. Una lunga decade di terapie, esperimenti e riflessioni.

Ho pubblicato per la prima volta questo articolo nel 2017, quando credevo di aver trovato la soluzione ai miei problemi tramite un mix di integratori. Da allora, ho avuto due recidive e due remissioni.

Oggi sono due anni di remissione, la più lunga, ed è per questo che ho deciso di riprendere in mano questo articolo per l’ennesima volta e aggiornarlo con le mie più recenti riflessioni e scoperte.

Come sappiamo, il morbo di Basedow (così come la tiroidite di Hashimoto) è una malattia di natura autoimmune, originata cioè dal sistema immunitario che apparentemente impazzisce e se la prende con la tiroide, attaccandola con auto-anticorpi. Uno scenario che la scienza e la medicina occidentale non hanno ancora compreso del tutto, e che di conseguenza decreta la non guaribilità della malattia. Logicamente, non si può guarire qualcosa che non si conosce.

In poche parole, se hai l’ipertiroidismo, devi rassegnarti a ingurgitare chili di metimazolo e, se ti va male, andare sotto i ferri o bruciare la tiroide con le radiazioni. E poi? Ormoni sostitutivi a vita, con continui controlli e aggiustamenti. Praticamente un procedere a tentativi, nella speranza di trovare prima o poi una soluzione che funziona e che fa stare meglio

A me fecero prendere il metimazolo per due anni, con risultati disastrosi nel medio-lungo termine, dicendomi che se volevo interrompere il farmaco dovevo operarmi. 

«Non c’è altra soluzione!»
Così dicevano tutti. 

La mia fortuna è stata essere una fifona che si fa le paranoie anche per un’estrazione dentale. Quindi, il classico tipo di persona che prima di arrendersi all’inevitabile le prova tutte, ma proprio tutte.
E vai di rimedi omeopatici, naturopatici ed erboristici, che per un certo periodo avevano pure funzionato, ritrovandomi però di nuovo al punto di partenza dopo un po’…

Ho provato più o meno tutte le soluzioni che potevano apportare un qualche beneficio: dal reiki alla chiropratica, dall’omeopatia al corso di nuoto, alle tecniche esoteriche. Tutto questo sperimentare mi ha fatto scoprire cose nuove e interessanti, di cui parlo qua sul blog, avvicinandomi pian piano allo scopo di liberarmi dei sintomi senza dovermi operare.

So bene che il percorso che ho seguito io non è per tutti, e che la maggior parte delle persone preferisce le scorciatoie offerte dalla medicina ufficiale. A nessuno piace stare male, i disturbi della tiroide sono un problema molto serio e la prospettiva di stare meglio nel miglior tempo possibile è più forte di qualsiasi cosa. 

I trattamenti medici, seppur drastici, funzionano nella maggior parte dei casi. Molti sostengono di essere letteralmente rinati dopo una cura di metimazolo o una tiroidectomia. Altri invece non hanno risolto o sono peggiorati. Personalmente, dopo un iniziale miglioramento, ho vissuto le montagne russe ormonali con sintomi tremendi sul fisico e sull’umore e sono piuttosto certa che operandomi avrei avuto lo stesso problema. Come per tutte le cose, c’è sempre chi si trova bene e chi si trova male. Per questo non è mia intenzione screditare la medicina o dissuadere le persone dal sottoporsi a questi trattamenti. Solo il medico curante e il singolo paziente possono fare queste valutazioni.

Tuttavia, bisogna essere onesti intellettualmente e ammettere che le soluzioni offerte dalla medicina non guariscono dall’ipertiroidismo, in quanto agiscono soltanto sui sintomi senza considerare le cause del disturbo, che spesso restano irrisolte e possono, nel tempo, causare altri problemi. 

Nel caso delle malattie autoimmuni come il morbo di Basedow, infatti, non è rara una comorbilità con altri disturbi dello stesso tipo, che può insorgere in qualsiasi momento, anche dopo anni.

Al momento la medicina non ha una cura per l’autoimmunità, e quindi non si può parlare di guarigione dal morbo di Basedow. 

Ma attenzione, la mancanza di una cura non significa che non si possa migliorare. Bisogna infatti specificare che cura e guarigione sono due cose diverse. La prima è una pratica atta a provocare una reazione forzata nell’organismo; i farmaci tireostatici, ad esempio, bloccano la tiroide in modo coatto, mentre gli ormoni sostitutivi servono a rimpiazzare una tiroide non più funzionante (o presente). 

Questo metodo terapeutico tipico della medicina allopatica si regge sulla convinzione che il corpo non sia in grado, da solo, di guarire, e che necessiti di un aiuto esterno. Per questo le terapie per le malattie croniche durano anni o anche tutta la vita, con un elevato rischio di recidive in caso di interruzione. Senza le cure, infatti, l’organismo non riesce a mantenere i risultati ottenuti. E così facendo si cronicizza anche la terapia.

Capiamo quindi che mettere guarigione e medicina nella stessa frase in riferimento a patologie croniche è un paradosso, un controsenso. Eppure, molti sono ancora convinti che la medicina guarisca.

La vera guarigione sarebbe rimettere la tiroide nelle condizioni di fare il suo lavoro senza bisogno di aiutini, permettendole di ritrovare il suo naturale equilibrio. 

Se da un lato è vero che esistono problemi medici che richiedono cure continue per garantire una buona qualità della vita, nel caso che interessa a noi (la tiroide), non sempre si arriva al punto da avere assolutamente bisogno di intervenire farmacologicamente o chirurgicamente.

Come dimostra la mia esperienza, è assolutamente possibile migliorare il proprio stato di salute, raggiungendo anche una condizione di asintomaticità totale o parziale, nel momento in cui si vanno a identificare e correggere i fattori che causano i sintomi, e che in genere sono da ricercare nello stile di vita.

Bisogna ammetterlo: non è semplice. Un problema alla tiroide richiede spesso un approccio multidisciplinare, in cui entrano in gioco fattori legati a praticamente tutti gli aspetti della vita: dieta, abitudini, mentalità, ecc. Insomma, è complicato anche solo capire da dove cominciare.

Per alcuni si tratta sicuramente di un processo troppo difficile; non tutti sono disposti, per le più svariate ragioni, a modificare il proprio stile di vita per stare meglio.

Tuttavia, credo che prima di considerare opzioni drastiche e irreversibili bisognerebbe informarsi bene e prendere in considerazione anche tutte quelle soluzioni che richiedono un aggiustamento allo stile di vita, e che possono apportare notevoli miglioramenti.

Fare domande al proprio medico è sicuramente un ottimo punto di partenza, ma molti professionisti non sono purtroppo formati per dare indicazioni davvero utili sullo stile di vita, al di là di qualche consiglio generico come smettere di fumare e stressarsi di meno.

Per questo bisogna essere disposti a cercare, sperimentare e informarsi il più possibile.

Ho aperto questo blog affinché sia un punto di partenza per chi si trova nella stessa situazione in cui mi trovavo io anni fa, ma se c’è una cosa che ho capito in questi 10 anni, è che non si smette mai di imparare.

Concludendo, quindi, l’ipertiroidismo è una condizione medica cronica per la quale esistono solo delle terapie sintomatiche. Queste cure, seppure efficaci sui sintomi, non guariscono dalla malattia. Agire sullo stile di vita è l’unico modo per ripristinare lo stato di salute raggiungendo uno stato di asintomaticità.

A te che stai leggendo questo articolo, ti incoraggio a intraprendere il tuo personale percorso di ricerca. Posso garantire che lo sforzo ne varrà la pena!

Image by wayhomestudio on Freepik

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