Thyroid Life
15 Settembre 2020

Tiroide e sport

Pubblicato il 15 Settembre 2020  •  6 minuti  • 1091 parole

In questo articolo parliamo di sport e disturbi della tiroide.

Quando si ha uno scompenso tiroideo (ipertiroidismo o ipotiroidismo) è sempre sconsigliato fare attività sportiva pesante e/o agonismo, per molteplici ragioni.

In ipertiroidismo l’eccesso di ormoni tiroidei influisce negativamente sul metabolismo muscolare, sulla respirazione e sulla frequenza cardiaca. Di conseguenza, una persona ipertiroidea si stanca subito ed è praticamente intollerante all’attività fisica. Da non trascurare, inoltre, le possibili complicazioni cardiovascolari come l’arresto cardiaco.

Oltre al rischio cardiovascolare, gli ipertiroidei spesso hanno anche uno scompenso ormonale generale che va oltre la tiroide e coinvolge anche gli ormoni sessuali, surrenali, pancreatici, ecc.

In particolare, l’eccesso cronico di ormoni ad azione catabolica come il cortisolo tende a distruggere il tessuto muscolare e a rallentarne il rinnovamento, non permettendo agli ormoni anabolici di ricostruire i tessuti.

Svolgere attività fisica pesante può quindi aggravare il quadro generale perché apporta ulteriore stress a un organismo già stressato, stanco e intossicato come quello di un ipertiroideo.

I farmaci tireostatici, oltretutto, alterano artificialmente l’equilibrio ormonale in modo abbastanza rapido e aumentano il rischio di infortuni. Inoltre, è da sapere che i beta-bloccanti, medicinali talvolta usati come coadiuvanti per il trattamento dell’ipertiroidismo, sono considerati sostanze dopanti e quindi non sono compatibili con l’agonismo.

I pazienti con ipotiroidismo soffrono spesso di sintomi debilitanti come stanchezza, gonfiore e dolore cronico; questo può essere un deterrente verso ogni genere di attività fisica, anche nei soggetti motivati o fortemente intenzionati a perdere peso.

Non dobbiamo poi dimenticare che gli sforzi considerati leggeri da un soggetto sano potrebbero essere molto faticosi per una persona con uno scompenso tiroideo. Un allenatore abituato a lavorare con persone in buone condizioni di salute potrebbe non cogliere questo aspetto e sottoporre la persona a sforzi eccessivi nell’intento di motivarla. È buona norma, quindi, informare sempre l’allenatore sulla propria situazione medica e su possibili disagi riscontrabili durante l’esercizio.

L’esercizio fisico vigoroso fa anche perdere molto iodio col sudore, in misura variabile alla temperatura e umidità ambientale. Poiché lo iodio è un elemento necessario per il corretto funzionamento della tiroide (e per la buona riuscita di una performance sportiva), è bene fare ulteriore attenzione.

L’attività sportiva intensa andrebbe quindi del tutto evitata quando la malattia è in fase attiva, almeno finché i valori ormonali non rientrano nei limiti.

Allenarsi con un problema alla tiroide

Abbiamo visto che i disturbi della tiroide non sono compatibili con un programma di allenamento intenso, per l’alterato funzionamento muscolare, cardiaco e respiratorio.

Naturalmente, astenersi dagli sport particolarmente faticosi e/o dall’agonismo non significa smettere di muoversi. L’esercizio fisico moderato e regolare è un investimento per la salute futura e ha numerosi benefici diretti o indiretti sulla tiroide, ad esempio:

Ne consegue che un buon allenamento può aiutare il paziente a stare meglio e ottenere risultati migliori dalla cura.

Il primo passo è sicuramente ottimizzare la terapia farmacologica e curare l’alimentazione, in modo da migliorare il quadro sintomatologico generale e aumentare i livelli di energia. 

Quando i valori sono fuori range è sconsigliato svolgere gli esercizi anaerobici e quelli di costruzione della massa, perché il metabolismo muscolare è troppo veloce o lento e si rischiano danni.

In questa fase è invece raccomandato fare solo esercizio aerobico leggero, ad esempio 20 minuti di camminata o bicicletta al giorno. Il movimento permette al corpo di “aggiustarsi” alla nuova domanda di ormoni tiroidei mentre i livelli si stabilizzano.

I pazienti che stanno ancora troppo male per fare moto possono dedicarsi ad attività estremamente semplici come ad esempio gli esercizi isometrici a letto, che sono comunque meglio di niente. 

Sono indicate anche tutte quelle attività rilassanti che riequilibrano corpo e spirito (yoga, meditazione in movimento, ecc.) in virtù dei loro benefici sul tratto respiratorio. I medici americani consigliano anche il tai chi e il qi gong, due discipline collegate alla medicina tradizionale cinese e alle arti marziali.

Quando i valori rientrano nei limiti è possibile praticare attività più impegnative come il pilates e in generale tutti gli esercizi di forza che aiutano a costruire la massa muscolare. Queste attività nel lungo periodo velocizzano il metabolismo, e sono quindi essenziali per il controllo del peso nei soggetti con ipotiroidismo.

Nel libro The Thyroid Solution di Ridha Arem è presente un programma di allenamento graduale studiato per i pazienti con problemi alla tiroide, diviso in tre fasi. Il programma è indicato solo per pazienti con valori tiroidei stabili e che non hanno patologie cardiache.

Fase uno (primo mese)
Esercizi di resistenza 3 volte a settimana per 30-60 minuti, ad esempio: camminata, bicicletta, nuoto, jogging, ecc. Preceduti e seguiti da 10 minuti di stretching.

Fase due (secondo-terzo mese)
Dal secondo mese si può cominciare ad aumentare gradualmente l’intensità degli esercizi, passando a 6 giorni a settimana per una durata di 1-2 mesi. Ad esempio 4 giorni la prima settimana, 5 la seconda, 6 la terza. Si può anche iniziare un programma di potenziamento, idealmente 30 minuti al giorno 3 giorni a settimana.

Fase tre (mantenimento)
Seguire un programma di mantenimento con esercizi di resistenza 6 giorni a settimana e di forza 3 giorni a settimana.

Una raccomandazione importante prima di iniziare un qualsiasi tipo di attività fisica è di consultare il medico specie se si hanno più di 40 anni e/o problemi al cuore. È consigliato eseguire sempre un ECG preliminare.

In sintesi

Fare sport con un problema alla tiroide può essere molto problematico e necessita di una strategia utile ad allenare progressivamente il corpo senza farsi male.

In fase sintomatica e sotto terapia farmacologica, al fine di supportare la ripresa dalla malattia, è altamente consigliato interrompere l’attività sportiva vigorosa a favore dell’allenamento aerobico leggero.

Gli esercizi particolarmente impegnativi possono essere ripresi gradualmente una volta raggiunta la remissione.

Anche da sintomatici è tuttavia importante non rinunciare del tutto alla possibilità e al piacere di muoversi, perché anche la sedentarietà non è salutare e potrebbe addirittura contribuire all’aggravamento della malattia.

Fonti

NB. Le informazioni riportate in questo articolo sono state selezionate e tradotte senza l’intermediazione di un medico. 

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